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Cagliari, cosa ti darà Di Francesco

L’ex Sassuolo, Roma e Sampdoria arriva in Sardegna voglioso di rivincita dopo un’annata storta: come si comporterà?

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La decisione è stata presa, via Walter Zenga ed in panchina, al suo posto, dentro Eusebio di Francesco. L’ex mister della Roma arriva a Cagliari firmando un biennale che lo vedrà al centro di un progetto ambizioso volto alla costruzione di una squadra competitiva.

Discepolo di Zeman, “maniaco” del 4-3-3: queste sono le etichette che il pescarese si porta dietro da anni, ma che in realtà sono vere solo in parte. Nella sua seconda annata alla Roma, complici alcune strategie di mercato poco lungimiranti da parte della società, ‘Di Fra’ ha dovuto provare ad adattare il suo credo ed utilizzare il 4-2-3-1, il che significa che non è un allenatore dagli schemi inossidabili, insuperabili. Per il bene della squadra, in alcune occasioni, ha dimostrato di saper cambiare, al contrario del suo maestro ceco. 

Una caratteristica che invece lo accomuna in tutto e per tutto a Zeman è la capacità di lanciare i giovani calciatori. Sono diversi i talenti più o meno importanti che Di Francesco ha regalato al nostro calcio, grazie soprattutto allo splendido lavoro fatto a Sassuolo, culminato con la storica qualificazione in Europa League dei neroverdi. Da Berardi a Zaniolo, passando per Zaza, Lorenzo Pellegrini, Politano e non per ultimo Francesco Acerbi, oltre a quelli non italiani come Cengiz Under. Insomma, il coraggio di utilizzare i ragazzi non gli è mai mancato, come nemmeno la saggezza di affidarsi all’esperienza quando necessario.

L’ex giallorosso arriva a Cagliari voglioso di riscatto dopo la fallimentare esperienza alla guida della Samp. Va detto però che quella squadra, al netto dei suoi elementi, non era adatta al credo tecnico dell’allenatore e difatti non riuscì ad assimilarlo, finendo per diventarne addirittura ostaggio. Cosa che, si spera, non accadrà in Sardegna: per evitare ciò, Giulini ha deciso di concedere ampi poteri decisionali al suo nuovo allenatore, dandogli di conseguenza la possibilità di incidere sulle scelte di mercato. Roba non da poco per noi italiani, mal abituati da sempre al tecnico-manager stile british.

Le premesse perché il progetto decolli ci sono tutte, ora la palla passa a Di Francesco e alla società: a loro il compito di costruire una buona squadra per ambire a traguardi finalmente più importanti della semplice salvezza.

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