Tomasini: "Cellino? Ha fatto più autogol di Niccolai. Meglio che venda, tutto è contro di lui"

Il libero dello scudetto dice la sua sul momento che sta attraversando il Cagliari

pubblicato il 03/05/2014 in Interviste da La Redazione
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La Redazione

Beppe Tomasini non è soltanto il libero del Cagliari che ha vinto lo scudetto nel 1970. Anche lui è stata ed è una bandiera rossoblù. Finita la sua carriera in rossoblù e rimasto in Sardegna – così come fanno tanti calciatori – non solo del suo periodo – stregati dalla bellezza e dalla tranquillità sarda. Tomasini tifoso: sempre allo stadio, sempre attento a ciò che accade in casa Cagliari. Critico quando serve, non è tipo che le cose le manda a dire. E questa volta nel mirino dell’ex roccioso difensore scudettato finisce proprio il presidente del Cagliari Massimo Cellino. Un’intervista a La Nuova Sardegna, che vi proponiamo integralmente.

«Per vent’anni Massimo Cellino ha gestito benissimo il Cagliari. Negli ultimi due ha fatto più autogol di Comunardo (Niccolai ndr)». La firma è di Giuseppe Tomasini, il libero della squadra campione d’Italia, rimasto in Sardegna dopo aver chiuso col calcio. L’ex difensore parla a ruota libera e lo fa senza peli sulla lingua. «Chi sta nell’ambiente non ha il coraggio di dire ciò che pensa, io posso farlo senza problemi. E allora dico che il presidente ha fatto scelte incomprensibili. Per esempio i terreni di Elmas. Si sapeva che uno stadio non può essere costruito a due passi dall’aeroporto. Così come è stato un errore spendere tanti milioni di euro per Is Arenas. Abbiamo visto tutti come è andata a finire. Poi ha cercato il dialogo col sindaco, ma lo ha fatto con arroganza. Zedda amministra la cosa pubblica e deve attenersi alle regole».
Tomasini è un tifoso del Cagliari. Un habituè del Sant’Elia. «L’esonero di Lopez è stata un’altra decisione incredibile. Ma credo lo abbia fatto perchè la squadra era già al sicuro. Non capisco l’ostracismo nei confronti di Cossu. Il presidente ha il diritto di non rinnovargli il contratto ma deve avere rispetto di chi sul campo ha sempre dato tutto. Non è la prima volta che Cellino calpesta le bandiere rossoblù».

I tifosi hanno scelto il giocatore. «E’ la prima volta che Cellino viene contestato pesantemente - aggiunge Tomasini -. I supporter del Cagliari sono persone civili, hanno pazienza e in questi due anni lo hanno dimostrato. Però sono stanchi e certe interviste che il presidente ha rilasciato in Inghilterra, hanno ferito l’ambiente».
Tomasini entra a gamba tesa quando si parla di cessione. «Io non sono tra quelli che spinge perchè Cellino se ne vada. Mi limito a fare una riflessione: dopo quello che è successo, per il bene del Cagliari e della città è meglio se si fa da parte. Chi arriva troverà più disponibilità. Ormai i suoi rapporti con le istituzioni sono ai minimi termini. Non mi piace dare lezioni a nessuno, però il Cagliari è un bene prezioso per tutti i sardi. Non sono così sicuro che Cellino abbia messo a fuoco questo concetto».

La testa del patron è al Leeds United. «Sono certo che farà un bel lavoro - spiega l’ex libero rossoblù - perchè ha lo stesso entusiasmo di quando ha rilevato il Cagliari. Ma si ricordi che nel Regno Unito le regole le fanno rispettare in modo rigido. Se sbagli, paghi».

Il Cagliari è salvo con tre giornate di anticipo. «Il merito va ai giocatori. Nelle società di calcio il presidente è come un padre di famiglia e i calciatori sono i suoi figli. Questi ultimi hanno subito di tutto ma hanno dimostrato sul campo di essere dei professionisti coi fiocchi. Non sono mai stati tranquilli, dall’inizio alla fine del campionato hanno dovuto convivere con problemi esterni al fatto tecnico. Sono stati bravissimi e la salvezza raggiunta con largo anticipo è un piccolo miracolo».

Massimo Cellino riflette. Non ha ancora deciso se venderà il club, oppure continuerà a gestirlo. Una situazione poca chiara che non giova a nessuno. «E’ diffile capire che cosa vuole fare - sottolinea Tomasini -. Io conosco il mondo del calcio e so che le trattative sono certe solo quando c’è la firma sui contratti. Ho sempre considerato il presidente una persona intelligente, abile nel gestire la società. Nessuno gli toglie i meriti di aver tenuto il Cagliari nell’elite del pallone per tantissimi anni. Credo abbia capito che ormai è tutto contro di lui.

E’ chiaro che non deve regalare la società e soprattutto ha sempre detto che non lascerebbe mai il Cagliari nelle mani di chi non può garantirgli un futuro. Lo invito da tifoso e da ex giocatore a dire chiaramente quali sono le sue intenzioni. Sapere è un diritto di quanti vogliono bene al Cagliari».